Bullismo: una delle cause del suicidio adolescenziale - di Ilaria Giani

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Questi sono solo alcuni dei titoli di giornale che si vedono recentemente girando su Internet.
Salta subito all’occhio quale sia il problema: sempre più ragazzi, molto spesso troppo giovani, vengono costretti da persone che non si rendono neanche conto della gravità delle loro azioni, a compiere gesti estremi. Molte persone non comprendono il perché del suicidio, o meglio non comprendono il motivo per il quale un ragazzo (o una ragazza) si suicidi; molti lo classificano come un atto di debolezza o un gesto esageratamente drammatico, non credono che sia possibile a soli 14 o 15 anni sentirsi talmente intrappolato da non avere altra scelta se non di far finire tutto. Ma c’è di più. Non è un semplice commento cattivo sulla maglietta che stai indossando, o una bugia detta solo per farti sembrare qualcosa che non sei, o nemmeno uno stupido pettegolezzo che ti fa terra bruciata intorno, è un insieme di fattori, di accadimenti che portano una persona a dubitare non solo di se stessa ma anche del mondo. E’ qualcosa che io ho provato in prima persona e che ho visto accadere, è qualcosa che accade ogni giorno intorno a noi ma nessuno sembra voler fare qualcosa a riguardo. Bisogna per forza aspettare che qualcuno muoia prima di intervenire? E non parlo di semplici parole, ho passato anni ad ascoltare persone dire che per combattere il bullismo bisogna parlarne con qualcuno, io l’ho fatto, eppure non li ha fermati, anzi li ha fatti solo incattivire di più; perché se ne parli con qualcuno loro insinueranno che hai paura, e questo li renderà solo più determinati a continuare a farti paura, è questo che vogliono, la tua paura li fa sentire più forti. Un altro suggerimento gettonato è quello “di ignorarli”, si questo funziona… per un giorno o due! Dire che prima o poi si stancheranno di prendersela con te perché non reagisci in qualche modo è una gigantesca bugia! Anche in questo caso i tuoi bulli non faranno altro che accanirsi, con l’obiettivo di spremerti fino a che non otterranno qualcosa. Non mi metterò nemmeno a discutere con quelli che sostengono che il miglior modo per liberarsi dei bulli sia servirgli un assaggio della loro stessa medicina, perché dall’odio nasce solo altro odio, con la differenza che l’ultimo è ancora più aspro e quindi di conseguenza più pericoloso. Quindi, qual è la soluzione? Cosa si può fare per evitare altre morti inutili? Personalmente, dalla mia esperienza, la cosa migliore (o meno distruttiva) da fare da parte della vittima è stringere i denti ed andare avanti, per quanto alcune volte possa essere difficile, o per quanto sembri che non ci sia altra via d’uscita se non farla finita, bisogna resistere perché prima o poi le cose cambieranno, e alla fine ne uscirai anche più forte di quanto eri prima. D’altro canto si può intervenire anche sui bulli prima che diventino tali: è necessario far capire ai ragazzi e alla ragazze il peso delle loro azioni e delle loro parole; fargli capire quanto la visione di se stessa e della vita di una persona può essere influenzata da un semplice commento cattivo sulla maglietta che sta indossando, o una bugia detta solo per farla sembrare qualcosa che non è, o uno stupido pettegolezzo che le farà terra bruciata intorno. Bisogna capire tutto quello che facciamo o diciamo ha delle conseguenze, e nel caso del bullismo sono gravi, basti guardare ai titoli di giornale. Io sono sicura che nessuno vorrebbe essere la causa della morte di una persona e che nessuno di quei ragazzi avrebbe immaginato che la persona che avevano infastidito il giorno prima si sarebbe uccisa, ma è questo il punto: mai dire di una persona che è scontata, mai dare a una persona della scontata, perché nessuno sa come potrebbe reagire.


“Carrie aveva qualche tipo di potere. Ma in fondo era come me… come tutti voi. Aveva speranze, aveva paure, e noi l’abbiamo provocata. E una persona può sopportare fino ad un certo punto prima di esplodere. ”- Carrie, Stephen King

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